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La facciata a vetri di una filiale bancaria a Brasilia, con una fila di sportelli automatici all’interno.

Regolamentazione · 3 min.

Il Brasile farà causa a 8 operatori per i dati dei rimborsi

La facciata a vetri di una filiale bancaria a Brasilia, con una fila di sportelli automatici all’interno. · Bonusjungle illustration

Otto ex operatori di scommesse in Brasile non hanno rispettato la scadenza del 7 ottobre per inviare alle banche i dati necessari a rimborsare i giocatori, e l’Avvocatura generale dell’Unione (AGU) dice che farà loro causa. Gli operatori dichiarano ora 159 milioni di real ancora da restituire. Le banche pagano dal 9 al 14 ottobre, e Caixa subentra dal 14 ottobre.

L’Avvocatura generale dell’Unione (Advocacia-Geral da União, AGU), che rappresenta in giudizio il governo federale del Brasile, dice che porterà in tribunale otto ex operatori di scommesse perché non hanno inviato alle banche i dati necessari a rimborsare i giocatori. Il governo federale ha comunicato sabato 10 ottobre che gli otto non hanno rispettato la scadenza del 7 ottobre per fornire alle banche il saldo di ogni giocatore, suddiviso per CPF (il codice fiscale brasiliano), insieme al conto bancario usato dal giocatore per i depositi. L’AGU «ingressará com ação judicial» (avvierà un’azione legale) per costringerli a consegnare i dati, secondo il comunicato del segretariato per la comunicazione della presidenza (Secom).

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Perché i dati contano

Secondo le regole di chiusura della misura provvisoria (Medida Provisória, MP) 1.394/2026, il denaro rimasto sui conti dopo la fine della finestra per i prelievi volontari, alle 23:59 del 5 ottobre, non torna più attraverso i siti di scommesse. Lo pagano le banche presso cui gli operatori avevano i conti, e possono farlo solo se sanno a chi spetta cosa e dove inviarlo. Secondo la Secom, questi dati servono alle banche per effettuare i rimborsi.

Il Segretariato premi e scommesse (SPA) del ministero delle Finanze ha fissato le regole nell’ordinanza 3.005/2026: entro il 7 ottobre gli operatori dovevano comunicare alla SPA i saldi finali, con il CPF di ogni giocatore, l’importo da restituire e le coordinate bancarie per il rimborso, oltre alla data in cui hanno inviato quei dati alle banche.

Quanto resta da restituire

Gli operatori dichiarano ora 159 milioni di real ancora da restituire, relativi a 22,5 milioni di giocatori su 70,5 milioni di conti. Per lo più sono spiccioli: il 90% di quei conti ha meno di 1 real e il 97% meno di 10 real.

Alla chiusura della finestra per i prelievi, il 5 ottobre, la cifra dichiarata era di circa 1,2 miliardi di real. Come sia scesa a 159 milioni dipende da quale versione si legge. Il comunicato dice che l’importo attuale «resulta da atualização dos dados pelas empresas» (deriva dall’aggiornamento dei dati da parte delle aziende). L’agenzia di stampa pubblica brasiliana, Agência Brasil, ha riferito che oltre 1 miliardo di real è stato restituito ai giocatori. Un bollettino della SPA citato dal ministero della Giustizia il 6 ottobre indicava un totale ancora da restituire di 1,325 miliardi di real per circa 26,5 milioni di giocatori.

Il calendario dei rimborsi

  • Dal 9 al 14 ottobre: le banche con cui lavoravano gli operatori restituiscono i saldi in automatico, usando i dati che gli operatori hanno inviato loro.
  • Dal 14 ottobre: il denaro che le banche non riescono a restituire passa alla banca pubblica Caixa Econômica Federal, che si occupa quindi del rimborso.

Contrasto ai siti illegali

Lo stesso comunicato aggiorna anche i dati sui blocchi. Tra il 25 settembre e il 9 ottobre sono stati segnalati per il blocco 16.627 siti di scommesse che il governo definisce illegali. Secondo la Secom, solo l’8 e il 9 ottobre sono stati individuati altri 2.979 siti e piattaforme. Le autorità hanno inoltre chiesto alle piattaforme di rimuovere 3.691 pagine, profili, canali, gruppi e server: 1.974 su Facebook, 560 su Instagram, 1.027 su Telegram, 115 su TikTok, 14 su WhatsApp e un server Discord.

Che cosa significa per i giocatori

  • Se avevi soldi presso un operatore un tempo autorizzato: la via ufficiale è il rimborso tramite banca tra il 9 e il 14 ottobre, che la pagina governativa Brasil sem Bets descrive come automatico.
  • Se non arriva nulla: secondo la pagina governativa Brasil sem Bets, dal 14 ottobre bisogna contattare la Caixa Econômica Federal.
  • Se il tuo operatore è uno degli otto: l’AGU dice che la causa punta a costringere quelle società a consegnare i dati, così che i rimborsi possano andare avanti.

Per il contesto: come sono iniziati i rimborsi quando i siti si sono spenti, la misura provvisoria alla base del divieto, il ricorso dell’ANJL allo STF e la richiesta dell’AGU allo STF contro le leggi che hanno legalizzato le scommesse.

18+. Se il gioco non ti sembra più un passatempo, leggi di più sul gioco responsabile. In Brasile, la pagina governativa Brasil sem Bets rimanda al supporto su gov.br/bets.

Fonti